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Il vergognoso sacrario a Rodolfo Graziani

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Pubblicato l’11 Aprile 2013.

 

Il paese ritratto in foto è Affile, a pochi chilometri da Roma. In questo paese è stato inaugurato, la scorsa estate, un sacrario a Rodolfo Graziani. Per chi conosce un po di storia, già penserà “ma ti sbagli….”, e invece no, è proprio cosi…….
Per tutti gli altri, rinfresco la memoria oppure porto a conoscenza di chi sia codesto signore.
Rodolfo Graziani è stato il numero uno nella lista degli italiani criminali di guerra. Nella campagna d’Etiopia iniziata nel 1935 utilizzò gas tossici vietati dalla convenzione di Ginevra (ma è mai servita a qualcosa questa convenzione?!?!?). Va detto che, come sostengono storici a lui vicini, tale ordine arrivò direttamente da Mussolini, ma resta il fatto che ne abusò largamente addirittura su ospedali di altre nazionalità, come quelli svedesi.

Per rappresaglia (ricordo che la rappresaglia è vietata anche questa, sempre dalla già citata convenzione….), a seguito di un attentato, fece rastrellati e uccidere oltre 4.000 etiopi innocenti (e le stime da parte etiope sono molto più alte), non contento, ordinò il rastrellamento e massacro del monastero di Debra Libanos, presieduto da oltre 1500 monaci e suore, per la maggior parte ragazzi, tutto ciò per un “sospetto”.
Inoltre, fu Ministro delle forze armate nella Repubblica sociale italiana, che sotto il proprio esercito (oltre ad aver firmato l’arruolamento di ragazzi poco più che adolescenti) con le Brigate nere e la X Mas si macchiarono dei più atroci crimini, da stupri, torture e deportazioni contro gli stessi connazionali (questo è un discorso a parte e molto più ampio, che consiglio a tutti di approfondire).

Detto ciò, a prescindere dalle idee politiche, chiunque si chiederebbe come sia possibile che un criminale abbia un sacrario dedicato in un parco, non solo, pagato 130.000 euro con soldi pubblici.
Naturalmente agli occhi del mondo ciò non è sfuggito, se ne è parlato molto all’estero con la solita figura indecorosa per l’Italia.

Nel rispetto di quei morti, etiopi ed italiani, e degli ideali di libertà e giustizia, che sempre prima di qualsiasi ideale politico e personale devono essere impressi nei pensieri, tutto ciò è inammissibile.

Quindi, cosa fare? Vi propongo la petizione avviata da Igiaba Scego, giovane scrittrice italiana di origini somale per far sentire il nostro “NO” al neo presidente della regione Lazio, Nicola Zingaretti per un suo intervento

Di seguito il link per firmare la petizione:http://www.change.org/no-graziani

Grazie per l’attenzione dedicata, attenzione che mi auguro non sia sterile e porti ad una ricerca su ciò che è stato e alla mobilitazione, per evitare il silenzio, perchè il silenzio è consenso.

AGGIORNAMENTO DEL 23 APRILE 2013
Il presidente Zingaretti ha ascoltato le nostre richieste bloccando i fondi per questa vergognosa opera.
Per una volta, non faremo una “totale” figuraccia agli occhi del mondo.
Speriamo che il lavoro di ripristino sia portato a termine, anche per non mandar buttati 130.000 euro dei nostri soldi.Grazie al presidente Zingaretti per aver provveduto e preso una posizione (che di questi tempi non è scontato), alla scrittrice Igiaba Scego da cui è partita la petizione, e a tutti quelli che hanno firmato e non sono rimasti indifferenti.
Ricordate sempre, il silenzio è consenso.

Marcello Colasanti
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