Articoli del 2013 · Dal Mondo · Politica · Repressione e controllo

La strategia della “guerra continua”

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Pubblicato il 1 Settembre 2013

 

 

  E dopo l’Afghanistan, l’Iraq, la Giordania, l’Egitto, la Libia, la (pilotata) primavera araba; ora tocca alla Syria, e continua l’accerchiamento intorno all’Iran, vero obiettivo dell’imperialismo americano (basta guardare la politica estera statunitense e confrontarla su una mappa geografica).
E continua l’infinita presa in giro ipocrita; ricordo le premesse della guerra irachena, “armi di distruzione di massa detenute da Saddam Hussein”, pretesto dichiarato falso dallo stesso pentagono e dal dissidente iracheno “testimone oculare” di suddette armi, ammettendo in seguito di aver totalmente mentito.

Stavolta le armi sarebbero chimiche, ma poco cambia (con il recente articolo del Daily Mail che rivela la partenza da Londra di tali armi per incolpare Assad) …….
  Ipocrita perchè sia di distruzione di massa, che soprattutto chimiche, ne utilizzano il pretesto per attaccare le stesse nazione che ne possiedono a migliaia e sono gli unici che ne hanno abusato negli ultimi anni, cioè Stati Uniti, Gran Bretagna e Francia.

E continua la strategia della “guerra continua”, l’aver continuamente bisogno di un “nemico” di cui liberarsi per il bene della “libertà”, portando la nazione in uno stato di guerre perenni innescate senza presupposti reali ma creati mediaticamente, continuando a riversare miliardi di dollari nel budget della “difesa”; miliardi che tirerebbero fuori dalle condizioni vergognose tutto il ceto basso, migliorandone le condizioni di vita e culturali, ma si sa, un livello di vita e culturale più alto rende i cittadini liberi e pensanti, riluttanti alle dittature e che comprendono gli occulti movimenti politici… e questo è inaccettabile…..
Questa è la storiella semplice e ridondante di una nazione che da un secolo e mezzo utilizza le stesse maniere capitaliste e fasciste per mantenere la sua supremazia imperialista neoliberista e la sua opulenta società….. anche con il nostro appoggio….

  Sempre la stessa, sempre uguale.

La storia insegna, ma non ha scolari.


Marcello Colasanti
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