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Il permissivismo da un lato e la solerzia dall’altro; lo Stato e le Forze dell’ordine

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Pubblicato il 18 Ottobre 2013

 

Seguendo gli eventi di pochi giorni fa relativi ai funerali di Priebke (su cui volutamente non mi soffermo), emblematici i video della sera, dove sono avvenuti scontri tra fascisti e antifascisti, tra cui molti semplici cittadini di Albano.

La cosa che veramente preoccupa e indigna sono le immagini che sono arrivate fin dalla mattina; il gruppo fascista e nazista, che solo per dichiararsi tale andrebbe bloccato, come la Costituzione (ma aggiungerei, la morale) ci impone (Costituzione su cui ogni rappresentante dello Stato giura, volontariamente, nessuno lo obbliga), sono stati per tutta la giornata in bella vista protetti dietro le file delle forze dell’ordine.

A prescindere dalla Costituzione, si tratta di persone molto spesso già note per atti di violenza, l’appartenenza a gruppi criminali, ultrà, nonché alle formazioni neofasciste tristemente note per spedizioni punitive nelle scuole, nelle università, pianificazione di stupri, infiltrazioni nelle manifestazioni, come Forza Nuova o Casa Pound.

Perché non sono stati fermati prima?
Perché si è aspettata una giornata intera, addirittura proteggendoli, finchè non hanno fatto ciò per cui erano palesemente venuti?

Scene che purtroppo si ripetono nel tempo, ricordando la manifestazione degli studenti del 2008: manifestazione pacifica con lezioni all’aperto nelle piazze, dove venne permesso a un furgone di entrare (e ricordo che in Piazza Navona è difficile entrare indisturbati con un motorino…), pieno di ragazzi di estrema destra armati di bastoni, eludere il cordone di poliziotti e bastonare studenti e studentesse; nel mentre un poliziotti dice a un altro:
“Arrivano quei pezzi di merda di comunisti!”,
l’altro risponde: “Allora si va in piazza a proteggere i nostri?”
“Sì, ma non subito…”.
Per poi caricare e riproteggere dietro le loro fila i picchiatori di estrema destra (e ricordo, manifestazione pacifica per il diritto allo studio) (citazione dell’inviato di Repubblica per quanto riguarda la frase dei poliziotti).

Oppure la manifestazione del Dicembre 2010, in cui si infiltrarono tra le file dei manifestanti sempre esponenti d’estrema destra e poliziotti stessi; emblematico il video che ritrae la polizia mentre carica un “manifestante”, lo stesso che fino a un minuto prima lanciava sassi, ma urla “Sono dei vostri!!”, così, lo fanno passare dietro le loro fila…

Oppure la manifestazione dell’ottobre 2011 in cui, fin dall’ora di pranzo, un pullman scoperto (ripeto, un pullman) era stato fatto entrato in Via dei Fori imperiali con esponenti sempre di estrema destra arrivati per far salire la tensione senza che nessuno, minimamente, li arginasse o come succede per gli altri, caricati (manifestazione iniziata sempre pacificamente, piena di famiglie, donne e anziani).

Non cito i vari fatti di Genova 2001, perché gli esempi sono tristemente troppi….

Questi sono solo piccoli esempi recenti, a dimostrazione di come le forze dell’ordine siano fortemente colluse con le formazioni di estrema destra e di come continuamente le utilizzino per infiltrarsi in manifestazioni legittime, nate da un disagio sociale, non per divertimento.

È estremamente preoccupante come un apparato così importante, parte del potere esecutivo di uno stato democratico, sia in mano a un organico fascista, che per le sue ideologie non può essere in alcun modo garante di democrazia, giustizia e rispetto dei diritti sia individuali che umani (tutte cose che il fascismo nega e di cui si vanta, attenzione…).

Questo discorso, per arrivare alla manifestazione che ci sarà domani: è da giorni che a livello mediatico si sta alzando l’allerta, la paura, la preoccupazione nelle persone, questo non è a caso.
Questo serve anche per poter utilizzare metodi repressivi che in situazioni normali sarebbero deprecabili e aumentare la tensione; è di poche ore fa la carica al Pigneto contro degli studenti che facevano volantinaggio, proprio in mezzo ai banchi del mercato, tra gente comune del quartiere.

La manifestazione verterà sul rifiuto della TAV e del diritto alla casa e allo studio, ma dalle premesse che ci sono state, tutto lascia presagire che, come le precedenti situazioni, ci saranno “volutamente” problemi per poter parlare il giorno dopo nel TG dei soliti “violenti”, non denunciando veramente chi incita ed è violento, parlando sempre degli stessi spauracchi (esempio lampante i black bloc, gruppo che nasce negli anni ’80 come anarchico, ma attualmente, anche nei fatti di Genova, conta al suo interno fazioni di estrema destra, come disse lo stesso capo della polizia nei fatti di Roma 2011, e membri delle stesse forze dell’ordine, con tanto di prove documentate) e non focalizzando l’attenzione sul disagio manifestato, facendo passare un messaggio negativo di chi manifesta e di chi ha determinate idee.

Con questo non voglio dire che non ci sono persone violente tra i manifestanti, sarebbe ridicolo e irreale, purtroppo sono in tutte le fazioni, (e i manifestanti veri li hanno sempre arginati), ma il problema è quando ciò viene fatto accadere volutamente, che lo Stato (ricordo che un ufficiale delle forze dell’ordine rappresenta lo Stato) presti attenzione solo da un lato, generi violenza dove non c’è e la permetta a determinati individui, anche prendendone parte.

 


Marcello Colasanti

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