Articoli del 2013 · Attivismo · Città di Roma · Repressione e controllo

Alle manifestazioni, sono tutti manifestanti?

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Pubblicato il 22 Ottobre 2013

 

Non avevo ancora scritto qualcosa sulla manifestazione di sabato, a cui ho attivamente partecipato e visto con i miei occhi (non filtrati da obiettivi mainstream); di cose, ce ne sarebbero da dire…

A partire dalle sassate lanciate dagli attivisti di Casa Pound, tutti con caschi e bastoni, manifestando senza autorizzazione e provocando, ma nessuno delle forze dell’ordine si è degnato di dirgli niente (esemplare il comportamento degli organizzatori che hanno creato un cordone tra gli attivisti di Casa Pound e il resto delle persone, che ricordo, erano semplici operai, donne, ragazzini, studenti, anziani, permettendogli di continuare il percorso indetto) e il relativo silenzio dell’informazione su questi fatti.
Oppure la stampa, che per una settimana ha volutamente alzato e fomentato il clima di paura su questa manifestazione, mandando un messaggio negativo e pregiudiziale su chi manifesta e sulle tematiche sui cui si manifestava; oppure la sproporzionata importanza data ai 10 minuti (e ripeto, 10 d’orologio) di tensioni davanti al Ministero dell’economia, provocata dal solito gruppo isolato (e bisognerebbe vedere chi erano costoro), dando notizia di decine di cassonetti bruciati e usati per le barricate, quando per tutto il percorso erano stati rimossi e non c’erano, ignorando totalmente che la manifestazione è stata tutto sommato pacifica, tranquilla e ben organizzata.

Ma non voglio parlare e soffermarmi su questo, voglio condividere una scena bizzarra che ci è capitata proprio davanti agli occhi (confermabile anche da altre persone), dopo aver visto un video di cui vi propongo in basso il link.

Superata Piazza della Repubblica, in procinto di girare per Via Cernaia, si avvicina un “qualcuno” al gruppo che stava direttamente dietro di noi (non ricordo il gruppo di cosa facesse parte, credo dell’azione antifascista) e tira contro di loro un fumogeno, che dopo aver colpito una persona, cade alla testa del gruppo; nel mentre, immortala la scena un uomo arrivato pochissimo prima con una fotocamera e obiettivo professionali.

La scena, vista nell’insieme, suggerisce senz’altro un’interpretazione differente della semplice foto, che può essere interpretata come attimi di tensione generati dal gruppo (mentre il “qualcuno”, non era del gruppo), con tanto di fumogeni.

Il “qualcuno” si dilegua, ma il fotografo viene bloccato da due persone del gruppo (che avevano intuito una malafede) e gli viene intimato di cancellare immediatamente le foto, oppure di consegnargliela; chiaramente il “fotografo” ha cancellato le foto (aggiungo che al suddetto non è stata fatta alcuna violenza).

Ora, chi era quel “qualcuno”?
Chi era quel cameraman e perché era direttamente e subito dietro al signor “qualcuno”, pronto a scattare una fraintendibile foto ad alta qualità?

Guardatevi il video postato, non penso sia cattiveria pensare a male….

Siamo proprio sicuri che siano TUTTI manifestanti quelli che partecipano alle manifestazioni?

Siamo proprio sicuri che le immagini, le foto, i video che i media ci propongono, siano tutti reali, o meglio, rispecchiano la realtà dell’accaduto, di quel preciso istante?

La risposta c’è ed è complessa, ma preferisco che ve la diate da soli….

PER VEDERE IL VIDEO, CLICCA QUI

Colasanti Marcello

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