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La morte di Allende e le “sante” amicizie di Pinochet.

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Pubblicato il 28 Aprile 2014, in occasione della Canonizzazione di San Giovanni Paolo II

 

Nel 1970 venne democraticamente eletto in Cile il presidente Salvador Allende, leader del Partito Socialista Cileno.

Fino a quel momento, il Cile era totalmente piegato (come tutti i paesi del sud america) alle aziende e multinazionali statunitensi, che controllavano tutti gli aspetti cardine della nazione: risorse naturali, infrastrutture, comunicazioni. L’istruzione non era realmente garantita a tutti e la disuguaglianza sociale creava e manteneva profonde spaccature tra i pochi appartenenti alla borghesia cilena e la grande massa contadina, indigena e operaia.

allende-discursando1Con il governo Allende, le risorse della nazione, per esempio le importanti miniere di rame (totalmente in mano alle aziende americane Anaconda e Kennecott) furono restituite alla collettività, come gli altri settori legati alle comunicazioni, produzione e distribuzione dell’energia elettrica, industria siderurgica, banche e aziende agricole; fino a quel momento producevano enormi utili solo ai privati statunitensi, ma con le nazionalizzazioni del governo socialista, tornarono a contribuire alla collettività cilena.

Con queste risorse, iniziò una forte alfabetizzazione delle masse con il finanziamento di molte campagne per portare cultura in quelle fasce di popolazione che non l’avevano mai conosciuta, togliendo, invece, finanziamenti alle scuole private (in gran parte cattoliche).    Ma anche la redistribuzione della ricchezza e della giustizia sociale con l’aumento dei salari, la costruzione di case popolari, miglioramento dei trasporti, miglioramento della condizione igienico-sanitaria, l’eliminazione delle baraccopoli e l’aiuto concreto alla campagna e agli indigeni Mapuche, fino a quel momento discriminati e mai aiutati.

Tutto ciò, seppur votato alla collettività cilena, seppur legittimato da regolare elezione democratica, non era assolutamente accettabile per gli Stati Uniti che un paese finora economicamente controllato dalle proprie aziende e trust, avesse una deriva socialista.

MTIwNjA4NjMzOTQyMDgzMDg0Come in tantissime altre nazioni del sudamerica e del mondo, la CIA (sotto la guida del consigliere per la sicurezza Henry Kissinger e il presidente USA Richard Nixon) organizzò e supportò il colpo di stato del generale Augusto Pinochet, aiutato anche dai ceti cileni più elevati.

L’11 settembre 1973, dopo aver bombardato con l’aviazione il Palazzo Presidenziale, il Presidente Allende viene ucciso e deposto (la versione ufficiale parla di “suicidio”). Il generale Augusto Pinochet pronuncerà l’appello alla nazione che avverte:

“La democrazia è sospesa, a data da destinarsi”.

Da quel momento, in Cile viene istituita una delle peggiori dittature fasciste; dalle 40.000 alle 60.000 persone “scompaiono” nel nulla, l’opposizione (che fino a quel momento era maggioranza) viene schiacciata con il vile metodo della tortura.

Oltre 600.000 persone saranno arrestate e torturate con i metodi più feroci, molti nemmeno per trarne informazioni, ma lunghe detenzioni e ripetute torture per distruggerli psicologicamente e per renderli esempio e monito per gli altri.
Inoltre, tutto ciò che era in mano alle multinazionali e aziende statunitensi prima di Allende, tornò in loro potere.

Malgrado tutto ciò, Pinochet aveva un caro amico, che gli concesse una visita pastorale, pubblicamente lo abbracciò e lo BENEDI’ per il suo eccellente operato, mantenne continui scambi di lettere e auguri; addirittura, dopo che Pinochet fu arrestato per crimini contro l’umanità, questo amico si mosse e fece pressioni per evitare la sua estradizione….

  Questo amico, da oggi, non è un semplice amico, è addirittura un santo…..

Marcello Colasanti.

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