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Per Claudio Varalli e Giannino Zibecchi…

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Pubblicato il 17 Aprile 2015

 

Esattamente 40 anni fa, il 16 ed il 17 Aprile 1975, morivano Claudio Varalli e Giannino Zibecchi.

Nel clima della “strategia della tensione” degli anni 70, successivi alle stragi di Stato e neofasciste di Piazza Fontana (1969) e Piazza della Loggia (1974), veniva ucciso a Milano, con un colpo di pistola sparato da un fascista appartenente al “Fronte Universitario d’Azione Nazionale”, lo studente Claudio Varalli, 18 anni, durante uno scontro con gli studenti del “Movimento Studentesco”.

Il giorno seguente, il 17 Aprile, venne organizzata un’immensa manifestazione per protestare contro l’assassinio di Varalli e per le continue ingerenze e atti di squadrismo che venivano compiuti dai neofascisti del “Movimento Sociale” milanese.

Il corteo passò per Piazza Cavour, sede di una sezione del MSI da dove partivano le squadre, per poi proseguire fino a Via Mancini. In questa via era collocata la federazione nazionale del MSI, dove prontamente un dispiegamento enorme di Carabinieri e Polizia venne posto tra la manifestazione e la sede per (teoricamente) evitarne il contatto.

L’azione di dispiegamento fu eseguita con l’obiettivo di “intrappolare” la manifestazione in Via XXII Marzo; i Carabinieri sparano dagli automezzi sulla folla che tenta di scappare, ammassandosi sui marciapiedi. Come sarà accertato nei processi giudiziari seguenti, special modo quello del 1980, la colonna dei Carabinieri esegue con gli automezzi blindati l’azione di “sfollagente” salendo sui marciapiedi gremiti di persone; il Carabiniere Sergio Chiarieri investe Giannino Zibecchi, 28 anni, fracassandogli il cranio e nella stessa azione, ferisce altre due persone.

Nei processi che seguiranno, Chiarieri dirà inizialmente: “mi colpi’ un oggetto alla testa e sbandai”, per poi contraddirsi e dire: “la camionetta fu colpita da una molotov”.
Verrà smentito durante il processo, dato che in aula verrà fatta ascoltare la registrazione della comunicazione radio tra comando dei Carabinieri e l’autocolonna che testualmente dice:
“…con gli automezzi dovete caricare”.

Nei processi che seguiranno, tutti i Carabinieri coinvolti nell’assassinio saranno assolti per “insufficienza di prove”.

Oggi, come sempre, un ricordo a questi due ragazzi e a tutte le vittime di Stato e del fascismo, vecchio e nuovo.

Marcello Colasanti

Un ottimo resoconto dei processi (CLICCA)

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