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Per Remo Remotti

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Pubblicato il 23 Giugno 2015

 

Te ne sarai andato mandandoci tutti affanculo….

Oggi, come negli anni 50…

“Me ne andavo da quella Roma dimmerda! Mamma Roma: Addio!”.

Un saluto

 

Marcello Colasanti

 

Remo Remotti, ci racconta l’ambiente in cui è nato… (CLICCA PER IL VIDEO)

 

La guerra dei vecchietti

 


Il secolo che abbiamo alle spalle è il Secolo Ventesimo. Un secolo di sangue, di morte, di sudore, di lacrime. Di dolore.

C’è stata la prima guerra mondiale, qualche milione di morti in una cazzata. Prima c’era stata la guerra di Libia. E poi la guerra civile spagnola: tre anni dove gli uomini si sono ammazzati come delle bestie feroci. La guerra d’Africa. E finalmente la seconda guerra mondiale. CINQUANTA MILIONI DI MORTI. Venti milioni solo in Russia. Sei milioni di ebrei: l’olocausto. Hiroshima. CENTOQUARANTA MILA MORTI QUELLA MATTINA. Novantamila morti a Nagasaki. Il giorno che sono sbarcati gli alleati, gli americani in Normandia, il D-DAY. Salvate il soldato Ryan. TREMILA MORTI. LA’, SULLA SPIAGGIA.

Io sono un ex colonnello del Genio. Sono un genio. Mi chiamo Eugenio. Sono a riposo, ma io non mi riposo mai. Io cogito ergo sum. Io penso. E l’altra notte ho pensato. Mi è venuta un’idea geniale che farà di me uno degli uomini più famosi dopo Einstein. Mi daranno il premio Nobel per la pace. Andrò alle Nazioni Unite a esporre il mio piano. Una stronzata. Un uovo di Colombo. Basta con queste guerre dove mandiamo a ammazzare questi giovani a diciotto, vent’anni per arricchire qualche petroliere o qualche banchiere internazionale. D’ora in poi le guerre saranno fatte dai vecchi!

“Quanti anni hai?”
“Settant’anni.”
“Via, sotto le armi!”
Questi vecchi che voi abbandonate nei giardini pubblici, per andarvene in giro per il mondo l’estate assieme a cani, gatti e altri animali d’ora in poi… un calcio nel culo! TUTTI IN CASERMA! PURE LE VECCHIE! Le vecchie le mettiamo tutte nella Croce Rossa. Ce le leviamo dai coglioni ste vecchiacce, vaffanculo! Vai, via sta vecchia, via nella croce rossa!
“Sparano sulla croce rossa!”
“Non ce ne frega un cazzo!”

E’ nell’ordine delle cose. Andremo negli ospedali, andremo negli ospizi, dappertutto. Tutti i malati terminali: tutti kamikaze!
“Ma io sto male!”
“Evvaffanculo checcenefrega devi morì, e vattelappiànderculo! Quale eutanasia, eutanasia un cazzo. Che, vuoi fà morì tuo nipote, che c’ha diciotto-vent’anni? Vattelappiànderculo, via!”

E’ meglio morire con un colpo in testa, con una palla in testa, che morire senza palle: dentro a un ospedale lì, intubato come un serpente dopo mesi di sofferenze. Il signor Marinetti, il futurista, diceva “le guerre sono l’igiene dell’umanità”. Una brutta frase, non m’è mai piaciuta. Ma forse in questo caso potrebbe anche funzionare.

E poi queste guerre al fronte saranno più pacioccone, più bonarie, come devo dì?
Prima linea:
“Spara!”
“E che me sparo? non vedo un cazzo! C’ho le cataratte che sparo?!?!”
“E butteje ‘na bomba a mano!”
“Seee, bonasera! La bomba a mano… c’ho la spalla qua che non la posso move… mavvaffanculo!”
“Ma che fai te sei cacato sotto? C’hai paura?”
“Ma che paura, non c’ho paura! C’ho ottant’anni cazzo, ogni tanto me caco sotto! E che cazzo, non ce lo sapevi?”

“Achtung achtung! Un momento! Fratelli, nemici che famo qua, che stamo a fa? Traduci un po’! Achtung! Eh..ma che stamo a giocà qua? Semo riusciti a campà fino a ottant’anni e mò s’ammazzamo così come tanti stronzi? Volemose bene fratelli! Vieqquà famo la pace damme n’bacetto!”

“Hai saputo l’ultima?”
“Che è successo?”
“Hanno preso tre ostaggi italiani”
“Ah poveri ragazzi…”
“Ma quale ragazzi c’hanno ottanta, settanta, novant’anni… non je frega più un cazzo a nessuno! E poi se questi ce li rimandano indietro, questi ostaggi, noi per togliergli il vizio sai che famo? Li riportamo all’ospizio!”

Remo Remotti

Guarda il video della poesia recitata da Remo Remotti ( CLICCA)

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