Articoli del 2016 · Ricordi

Per Umberto Eco

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Sempre difficile commentare avvenimenti del genere…

Sia per il mezzo che si utilizza, lo stesso utilizzato da “legioni di imbecilli”, usando una sua famosa e recente frase, che ora, senza sapere la reale importanza della figura che, fisicamente, abbiamo perso, si appresta a scrivere e a postare una foto, nella spasmodica voglia di sentirsi partecipi al commiato, anche se non sentito…

Figure del genere… non muoiono mai… no…

Rimangono, nei testi, nei romanzi, nei saggi che ci hanno donato.
Ma quello che lasciava ogni perdita, prima, era sempre carico di una nota, per assurdo, positiva. La positiva speranza negli allievi, che il lavoro immenso lasciato dal maestro, era vivo… e sarebbe continuato…

Purtroppo, e odio con tutto me stesso il disfattismo, questa volta… questa positività, non la sento…

Spesso pensavo, leggendo lui e altre grandi figure che ci hanno lasciato da poco: “Quando ci lasceranno anche loro, chi ci comunicherà più, tutto questo???”.

Se nei romanzi, nei saggi, nei testi, rimarrà per sempre; quel che mi mancherà, e già mi manca, è la lucidità dei suoi articoli sulle questioni di attualità che, nell’immondizia dell’informazione mainstream, accendeva quella piccola luce che ti regalava sempre una visione diversa, più culturale, più completa, più idonea…

E’ questa… la perdita che adesso, sento maggiormente.
La cultura, quella vera, l’opinione costruita sulla consapevolezza, sullo studio e l’esperienza di anni, connessa alle vicende odierne; magari non eravamo del tutto d’accordo, ma quanto imparavamo… e riflettevamo… questa è cultura…

Nell’immensa discarica dei mass media, pian piano… si stanno spegnendo tutte le piccole luci che, anno dopo anno, fanno aumentare l’abisso di oscurità culturale a cui, inesorabilmente, questa discarica ci getta…

Ieri, si è spento un faro…

“Di qualsiasi cosa i mass media si stanno occupando oggi, l’università se ne è occupata venti anni fa e quello di cui si occupa oggi l’università sarà riportato dai mass media tra vent’anni. Frequentare bene l’università vuol dire avere vent’anni di vantaggio. È la stessa ragione per cui saper leggere allunga la vita. Chi non legge ha solo la sua vita, che, vi assicuro, è pochissimo. Invece noi quando moriremo ci ricorderemo di aver attraversato il Rubicone con Cesare, di aver combattuto a Waterloo con Napoleone, di aver viaggiato con Gulliver e incontrato nani e giganti. Un piccolo compenso per la mancanza di immortalità. Auguri.”

Caro Professore… quante vite ha vissuto???

Un saluto e un grazie… di quelli veramente sinceri…

Colasanti Marcello

 

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