Articoli del 2016 · Città di Roma · Politica

AMMINISTRATIVE DI ROMA 2016 – Marchini: “Liberi dai partiti”. Si, ma di sinistra…

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Tre anni fa si affacciava sulla scena politica romana Alfio Marchini.

Cavalcando l’onda dell’antipolitica e dell’antipartitismo, si presentava l’ennesimo “volto nuovo”, non politico (in maniera diretta), proveniente, come spesso accade per quanto riguarda il “nuovo”, dal mondo dell’imprenditoria.

alfio-marchini-con-il-celebre-nonno-617881.jpgIl cognome è uno di quelli che, volente o nolente, evoca specifici ricordi; famiglia sinceramente comunista, con in testa il nonno Alfio che, da gappista, diresse la Resistenza romana liberando da Regina Coeli il futuro Presidente Sandro Pertini, continuando l’attività politica negli anni repubblicani all’interno del Partito Comunista Italiano, tanto da regalare la famosa sede di Via delle Botteghe Oscure al partito. Negli anni delle giunte rosse romane, con Argan, Petroselli e Vetere, nonostante i consistenti progetti urbanistici previsti, come la realizzazione di quartieri popolari, la famiglia Marchini si tirò indietro e non partecipò agli appalti, per evitare accuse di “conflitto d’interesse”, con lamentele proprio dalle giunte stesse, che vedevano nei costruttori Marchini una garanzia di onestà. Quindi, sul cognome e sulla famiglia, il massimo del rispetto.

Ma il nuovo candidato, l’Alfio di oggi, mentre riempiva Roma di cartelloni pubblicitari, forte della sua indubbia bella presenza, con ridondanti frasi sul suo antipartitismo; come sempre accade in questi casi, chi grida il “ne a destra ne a sinistra”, guarda caso, cade sempre a destra… stavolta in “Forza Italia” e, addirittura, “La Destra”.

Nonostante la campagna elettorale del 2013, politicamente piuttosto “centrista”, concentrata sulla non appartenenza e sulle tanto odiate “buche”; era già intuibile sia la tendenza, sia i personaggi che sarebbe stato pronto ad accogliere, date le sue azioni…

comunali-160228104004Nel primo governo Berlusconi, del 1994, Marchini viene nominato membro del Consiglio di Amministrazione RAI (si dimetterà pochi mesi dopo per disaccordi sulla strategia aziendale);
gli ottimi rapporti con la Chiesa Cattolica, imprenditoriali e non, in particolare con Opus Dei e Gesuiti (di cui ne è un ex alunno), nonché l’ammirazione che ispira in Comunione e Liberazione;
le sue parole alla vigilia del ballottaggio del 2013 su Alemanno, “Poteva essere il Petroselli del centrodestra, ma non ci è affatto riuscito”;
arrivando fino a pochi mesi fa, prendendo parte alle primarie della Lega Nord organizzate da Matteo Salvini per sondare le opinioni a destra, addirittura vincendole, con oltre 4.500 voti, che in parte legittima una sua candidatura a destra (sempre più di quelli della Raggi, 1.700 voti per giustificare una candidatura a Sindaco di Roma, tantomeno per la Meloni, arrivata quinta con 955 voti, in entrambe i casi, ridicolo…), ma stona parecchio con la sua frase cavallo di battaglia “LIBERI DAI PARTITI”.
Si, ma da quelli di sinistra…
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E sempre dal suo programma elettorale “LIBERIAMO LE ENERGIE SOFFOCATE DAI PARTITI”. Guardando la sua scelta in termini di alleanze, quali energie vuole liberare?
Seguendo un suo slogan “Liberi da chi ti ha tradito”, troviamo proprio una pesante contraddizione, dato che i nuovi alleati che arrivano da “Forza Italia” e da destra, sono gli stessi che hanno creato quel fenomeno definito “Mafia Capitale” sotto la giunta Alemanno (in troppi, hanno già dimenticato), che con appalti truccati, clientelarismi, sotterfugi, estorsioni, delibere comunali assurde, hanno spolpato e (per l’appunto) TRADITO Roma. Dopo aver criticato a lungo la giunta Marino (giustamente, su molte casistiche), Marchini sta “liberando”, all’interno del suo schieramento, lo stesso assetto politico che ha reso possibile quella pesantissima pagina di storia capitolina, tutt’altro che chiusa…

Berlusconi, grazie al suo indubbio potere mediatico, ha creato il nuovo leader della destra italiana Matteo Salvini, rilasciandogli uno spazio televisivo imponente, sfruttando il populismo anti-immigrato attuale, con un leader, che dir si voglia, comunque carismatico e senza scrupoli. Questo dopo il crollo dei consensi di Forza Italia e la perdita di credibilità nel personaggio Berlusconi, ricercando proprio nel carroccio il nuovo traino per la destra italiana, portando un partito praticamente finito (la Lega Nord del dopo-scandalo sui finanziamenti utilizzati per scopi personali, i famosi 40 milioni) dal 3 al 15 % su base nazionale. Ora, che questo nuovo leader mediaticamente creato, stia sfuggendo al cavaliere, o meglio, per una sicurezza in più, ne occorra costruirne un altro, slegato dai partiti, che sa parlare, educato, bello, ma soprattutto… imprenditore?

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Concludendo, da una famiglia comunista che regalava edifici al PCI, all’alleanza con Berlusconi e, addirittura, con Storace (“fascista de core”, detto proprio da Marchini), è la dimostrazione che i tempi cambiano, ma soprattutto, che ogni persona va valutata singolarmente e come individuo a se stante, parafrasando sempre il bell’Alfio: “senza etichette”. Concordiamo, ma ci permettiamo anche di dire che, ritrovarci un candidato sindaco “Marchini”, nipote di “quel” Marchini, con capolista “Mussolini”, nipote di “quel” Mussolini; ammettiamo, un senso di imbarazzo lo si prova…
Spero che lo proveranno, anche se per motivazioni opposte, pure i diretti interessati…

Colasanti Marcello

 

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