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Buon compleanno a Paolo Villaggio con la sua, tutta speciale, autopresentazione.

paolo-villaggio

Il 30 Dicembre del 1932 nasceva a Genova lo scrittore, attore, sceneggiatore e comico Paolo Villaggio.
In alcune biografie la data di nascita riportata è il 31; anche qui, sui dati certi, sempre pronto a prendersi gioco del suo pubblico, derivato da una sua famosa caratteristica, quel finto cinismo troppo spesso frainteso.

Nell’augurare un Buon Compleanno a questo autodefinitosi “pezzo di merda” (cit. della sua autobiografia “Vita, morte e miracoli di un pezzo di merda”), leggiamo la sua autopresentazione nel libro “Fantozzi contro tutti” del 1979 e il video con spiegazione della scena finale di “Fantozzi”:

Paolo Villaggio


Purtroppo è nato a Genova il 31-12-1938 in un osceno quartiere di piccola borghesia proletaria.
Lo farebbe felice essere nato a New York in Park Avenue nel 1955 da genitori bianchi, anglosassoni, protestanti, bellissimi, ricchissimi e di avere il genio comico di Woody Allen e il successo colle donne di Robert Redford. Vorrebbe essere alto 1,84, invece forse a causa di un ignobile sorteggione in alte sfere è un tombolone di 81 kg, alto 1,69. Ha le braccia corte ed è fisicamente quasi ripugnante.
Pensa che questa sua condizione sia una insopportabile ingiustizia sociale e si considera ovviamente un perseguitato politico. Vuole organizzare a Lourdes una manifestazione non violenta di fronte alla Basilica con l’appoggio del partito radicale.
È deciso comunque — se non avverrà qualche miglioramento — a passare a sistemi di lotta armata: «gambizzare» Alain Delon e Fabio Testi.
Fino all’anno scorso si tingeva i capelli ora grigi e diceva di essere nato nel 1946.
È cattivo, molto invidioso, timido e arrogante, simula bontà solo per vigliaccheria, molto furbo, calcolatore e di animo volgare.
Finge alle volte interesse e amore per il prossimo.
Tutto ciò gli provoca gravi ansie che placa mangiando tutte le notti cibi adulterati nudo in piedi di fronte al frigorifero aperto. Dei due quotidiani che compra legge solo la pagina sportiva, ma finge di essere informato su tutto.
È decisamente antipatico, bugiardo e ovviamente di un’intelligenza clamorosa.
Si masturba con una frequenza impressionante all’insaputa dei familiari e il primo venerdì di ogni mese si nutre di carne umana.

Ecco alcuni giudizi raccolti al volo dai nostri agenti generali di vendita sparsi in ogni parte del mondo sullo scrittore:

Mrs. Thatcher attuale primo ministro inglese:
«English women find him fascinating». (In italiano: « Le donne inglesi lo trovano affascinante»)
Jimmy Carter presidente degli Stati Uniti d’America:
«He’s got a terrific pair of legs! ». (Ha delle gambe stupende!)
Angelo Pezzana presidente del FUORI (Fronte Unitario Omosessuali Rivoluzionari Italiani): «È decisamente uno dei nostri! »
Norman Mailer scrittore americano e biografo di Marilyn Monroe:
«He has an ass even more curvacions than Marilyn». (Ha un culo più bello di quello di Marilyn.)
Mick Jagger capo del complesso dei Rolling Stone:
« He’s much more of a woman than that bitch Bianca». (È molto più femminile di quella troia di Bianca.)
Giscard d’Estaing presidente della IV Repubblica:
« II port le costume croisé d’une merveil leuse facon»(Porta il doppio petto in maniera meravigliosa.)
Bokassa ex imperatore del Centro Africa:
«Ubba-gabba-ba!!». (Me lo mangerei!!).
Hua Guofeng premier della Repubblica Popolare Cinese: «Ku fuang!! ». (È uno stronzo!!).

“Fantozzi”

Scena finale, Fantozzi Rivoluzionario

1975

Il “Fantozzi Rag. Ugo” ideato da Paolo Villaggio, è una delle più brillanti parodie dell’italiano medio degli anni ’70, caratterizzato da servilismo, sudditanza, mediocrità e dall’arrivismo e sfruttamento che lo circonda.
Il personaggio è protagonista di racconti, raccolti poi in romanzi, e film di successo. Per la particolare narrativa, l’introduzione di molti neologismi e l’indiscussa valenza storica; il libro “Fantozzi” è stato insignito dell’importante premio sovietico “Gogol” e nel 2011, per i 150 anni dell’Unità d’Italia, inserito dal comitato scientifico del “Centro per il libro e la lettura” tra “I 150 libri che hanno segnato la storia dell’Italia”. Il film, è stato selezionato tra i “100 film italiani da salvare”.

Nella scena finale, dopo una delusione amorosa, Fantozzi chiede il trasferimento dal proprio ufficio, finendo vicino al comunista rivoluzionario Folagra. Inizia per lui un periodo di studi che lo porterà a comprendere il suo vero ruolo e quello della sua azienda…
La rappresentazione del lusso mascherato da sobrietà, il riconoscere la giustizia di una causa ma il portare avanti un inutile attesismo, forti della propria condizione sociale, nonchè il nascondere i propri privilegi in falsa uguaglianza, rappresentano benissimo la società borghese; dall’altra parte, anche se ormai cosciente del proprio ruolo sociale e della propria condizione, l’asservimento dell’impiegato, fanno di questo finale una grottesca ma intelligentissima rappresentazione della società italiana.

Colasanti Marcello


Puoi leggere l’articolo su “Fantozzi” direttamente dal sito di “Leggi. Studia.”

ARTICOLO SCRITTO PER “IL GIORNALE DEL RICCIO”, VIETATO COPIARNE IL CONTENUTO ANCHE PARZIALE SU ALTRI SITI.
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